PER APPROFONDIRE

Dall’Europa al mondo: federalismo per ridare credibilità al multilateralismo

L’ottantesima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sta dimostrando come il multilateralismo si trovi oggi di fronte a sfide profonde nel contesto internazionale, minacciato dalle tensioni tra grandi potenze. Rischia di ridursi a uno strumento retorico a causa dell’unilateralismo aggressivo degli Stati Uniti, della difesa strumentale della Cina e della frammentazione dell’Unione europea.
Solo attraverso istituzioni sovranazionali democratiche, dotate di poteri effettivi e capacità di agire con unità, il multilateralismo può diventare uno strumento concreto per promuovere pace, diritti fondamentali e un ordine internazionale credibile. La prospettiva federalista emerge come chiave per rafforzarne la legittimità e l’efficacia.

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Si è chiuso con una dichiarazione congiunta il Federalist Peace Forum di Ventotene

Gioventù Federalista Europea, JEF Deutschland, JEF Europe e Union of European Federalists si uniscono ai giovani israeliani e palestinesi del Democracy & Federalism Hub per una dichiarazione congiunta a chiusura del Federalist Peace Forum di Ventotene.
Il Forum è stata occasione per i giovani mediorientali di esplorare come i principi del federalismo possano offrire percorsi concreti verso una pace duratura, democrazie più forti e una governance efficace. I risultati sono stati presentati al Senato della Repubblica.

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Ventotene 2025: tre appuntamenti per il futuro dell’Europa

Il ritorno della Gioventù Federalista Europea a Ventotene quest’estate avverrà con tre iniziative internazionali che, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, porteranno sull’isola oltre duecento giovani provenienti da tutta Europa e dal mondo: l’Assemblea di Europa porta Europa, il Seminario di studi federalisti dell’Istituto Spinelli e il Federalist Peace Forum.
In un tempo segnato dal ritorno dei nazionalismi e dal disincanto verso l’Unione europea, Ventotene resta un punto di riferimento imprescindibile. Un faro che illumina la prospettiva di un’Europa federale, democratica e solidale immaginata nel Manifesto in un tempo segnato dal ritorno dei nazionalismi e dal disincanto verso l’Unione europea.

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La risposta dell’Unione europea su Gaza è tardiva, timida e incompleta, ora serve un’iniziativa politica all’altezza dei nostri valori

Benché tardiva, è arrivata una risposta europea agli atti criminali commessi da Israele a Gaza. Accogliamo con favore questa presa di posizione, ma ci rammarichiamo che sia arrivata solo dopo un attacco ai diplomatici europei, e non davanti alla tragedia umanitaria in corso.
L’Unione europea è oggi l’unica comunità politica al mondo che abbia interesse nell’affermazione di un ordine internazionale fondato sul diritto internazionale e su Istituzioni multilaterali garanti della pace. Solo un’azione pienamente europea potrà rendere l’Unione protagonista della costruzione di un nuovo ordine in Medio Oriente, fondato sul superamento della logica della sovranità assoluta.

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Festa dell’Europa che c’è: un punto di partenza, non un punto di arrivo

Il 9 maggio di ogni anno, la Gioventù Federalista Europea festeggia la Festa dell’Europa, l’anniversario del giorno in cui, dalle ceneri della Seconda guerra mondiale, emerse un progetto destinato a entrare nella storia, quello dell’unità europea.
Ma se festeggiamo ciò che è stato costruito, non possiamo esimerci dal denunciare, con forza, ciò che manca. Perché l’Europa che vogliamo – e che ci serve – è ancora incompiuta.

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Contro nazionalismi e guerre: dopo ottanta 25 aprile, la Resistenza continua

Oggi, 25 aprile 2025, celebriamo l’ottantesimo anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Lo facciamo con lo spirito di chi non si limita alla memoria, ma agisce per dare un futuro a quegli ideali. Perché se la guerra distrugge, la pace va costruita; se i nazionalismi minano i diritti, la democrazia va difesa. Ed è questo, oggi come allora, il compito dei federalisti.
La Resistenza al nazifascismo fu un atto di rottura e di speranza. Finché unità e pace non saranno raggiunte, la Resistenza continuerà.

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Non aumentare ma unire: la strategia corretta sugli armamenti per garantire sicurezza all’Europa

Di fronte al disimpegno degli Stati Uniti in Ucraina, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha proposto un piano in cinque punti per riarmare l’Europa e proseguire il sostegno a Kyiv.
Se l’obiettivo è la sicurezza dell’Europa intera e unita, è fondamentale che la risposta non sia solo quella di un rafforzamento delle singole capacità nazionali, ma l’integrazione e la creazione di una vera politica di difesa comune. Non basta coordinare le forze armate nazionali, è necessaria la creazione di un esercito europeo, pronto ad affrontare le sfide di un mondo sempre più frammentato e instabile. Non serve aumentare gli armamenti, serve unire.

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L’Ucraina resiste da tre anni, l’Europa ha ancora il coraggio di esistere?

All’alba del 24 febbraio 2022, la Russia scatenava un’invasione su larga scala contro l’Ucraina, riportando il flagello della guerra sul continente europeo e minando le fondamenta della sicurezza e della stabilità internazionale. Tre anni più tardi, l’Europa rischia di essere tagliata fuori dalle trattative che delineeranno il futuro della regione, e con lei la possibilità di una pace giusta e duratura.
Come Gioventù Federalista Europea ribadiamo con fermezza il nostro pieno sostegno all’Ucraina e al suo popolo. Inoltre, chiediamo alle Istituzioni europee di assumersi le proprie responsabilità e di riconoscere il bivio che si trovano ad affrontare: emanciparsi o soccombere.

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Il presente impone all’Unione europea di farsi garante e riformatrice del multilateralismo

La strategia del “divide et impera” adottata da Donald Trump sta già producendo effetti tangibili. L’assenza di contromisure adeguate rischia di gettare un’ombra inquietante sugli anni a venire, rendendo urgente una riorganizzazione dell’ordine globale.
Nel breve termine, l’Unione europea si deve fare carico della copertura dei contributi non versati dagli Stati Uniti nelle Istituzioni multilaterali, anche nell’ottica di evitare che diventino dipendenti dai contributi di Paesi che non rispettano pienamente i valori e i diritti universali. Occorre salvare il sistema multilaterale dalla prepotenza degli Stati più forti, e non perché sia il modello perfetto, ma perché è l’unico su cui possiamo contare oggi. Occorre, infatti, anche avanzare il ragionamento sulla necessità di una profonda riforma strutturale delle Istituzioni globali.
Il vero antidoto al caos non può che essere una governance mondiale fondata su principi democratici e sul superamento di una logica statocentrica.

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Il Ddl Sicurezza mette l’università sotto sorveglianza e la democrazia sotto pressione

La storia del federalismo europeo è una storia di resistenza contro il potere totalitario e di costruzione di un potere politico nuovo, di cui sono pilastri la libertà di pensiero, la partecipazione politica e il diritto alla privacy. La Gioventù Federalista Europea non può quindi che ritenere allarmante quanto previsto dall’articolo 31 del Ddl Sicurezza, in discussione al Senato, che impone di fatto a università ed enti di ricerca l’obbligo di collaborare con i servizi segreti su loro richiesta. Questo articolo rischia di trasformare le università da luoghi di libertà intellettuale a potenziali spazi di sorveglianza.
Ci uniamo con forza alle proteste contro questo decreto e richiama tutti i Parlamentari e i membri del Governo a una profonda riflessione sul suo contenuto.

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olga osuchowska

olga.osu@icloud.com

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