Il ritorno della Gioventù Federalista Europea a Ventotene quest’estate avverrà con tre iniziative internazionali che, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, porteranno sull’isola oltre duecento giovani provenienti da tutta Europa e dal mondo.
Dal 28 al 31 agosto si svolgerà l’Assemblea della rete Europa porta Europa, nata nel 2023 a Lampedusa come spazio di dialogo tra organizzazioni giovanili. Il confronto sarà dedicato alle sfide della democrazia europea e all’elaborazione di un nuovo manifesto comune, a partire dai risultati del ciclo di webinar “Missione 2041: per una democrazia europea a prova di futuro”.
Dal 31 agosto al 5 settembre seguirà il Seminario di studi federalisti dell’Istituto Spinelli, che dal 1981 riunisce a Ventotene 150 giovani da tutta Europa e da altri continenti per un’intensa settimana di formazione. Nato su indicazione di Altiero Spinelli, il Seminario è divenuto un punto di riferimento per chi vuole approfondire le radici e le prospettive del progetto di un’Europa libera e unita.
Dal 7 al 10 settembre si terrà infine il Federalist Peace Forum, promosso dalla GFE insieme a JEF Deutschland, JEF Europe e Democracy & Federalism Hub. L’iniziativa ospiterà giovani attivisti provenienti da Palestina, Israele e Unione europea, con l’obiettivo di costruire uno spazio di confronto e di elaborare nuove proposte di pace basate sul federalismo come strumento di convivenza.
Negli ultimi mesi si è parlato molto del Manifesto di Ventotene, spesso senza coglierne la vera essenza. Non si tratta di un cimelio da museo né di un semplice documento storico: scritto nel 1941 nel cuore della Resistenza al nazifascismo, è simbolico per il coraggio di chi lo concepì in quelle circostanze estreme e visionario perché seppe indicare una rotta ancora attuale. Forse oggi più che mai.
In un tempo segnato dal ritorno dei nazionalismi e dal disincanto verso l’Unione europea, la GFE sottolinea come Ventotene resti un punto di riferimento imprescindibile. Il Manifesto che l’ha consacrata Capitale morale d’Europa è stato da alcuni celebrato come mito fondativo, da altri liquidato come utopia, ma la sua prospettiva – un’Europa federale, democratica e solidale – non si è mai realizzata pienamente.
È questa incompiutezza a renderlo ancora oggi un faro per chi immagina un’Europa capace di superare le logiche di potenza e di garantire pace e progresso. Un faro che da oltre ottant’anni continua a illuminare la via verso un’Europa più libera, più giusta e più unita.
Per ulteriori informazioni, la GFE invita a sfogliare il magazine Ventotene 2025 e a visitare il sito https://giovanifederalisti.eu/ventotene/.
Il Consiglio europeo ha discusso di sfide globali, ma l’Unione non può affrontare il futuro con le regole del passato
Tra ieri e oggi si è svolto a Bruxelles il Consiglio europeo, il primo dopo la sconfitta elettorale di Orban in Ungheria, fatto che ha reso possibile dopo lungo tempo l’approvazione di conclusioni a 27. Segnale politico importante ma anche prova dei limiti strutturali dell’assetto intergovernativo dove il veto di un singolo Governo può bloccare le decisioni.
Sul fronte Ucraina il risultato è positivo: i Paesi europei concordano su maggiore pressione sulla Russia e sulla necessità di prepararsi a future trattative di pace alle quali l’Unione deve partecipare. Serve però ora una figura unica europea che rappresenti l’Unione ai negoziati.
Meno soddisfacenti, invece, sono le conclusioni del Consiglio europeo su Israele e Palestina. In quanto ad azioni concrete, l’Unione europea è ancora una volta inerme. Non disponendo di una politica estera unica, si limita a impegnarsi in missioni civili e di ricostruzione. Dovrebbe perlomeno avere il coraggio di prendere un’iniziativa che rientra pienamente tra i suoi attuali poteri: sospendere l’accordo di associazione con Israele.