PER APPROFONDIRE

Von der Leyen e Erdoğan: un’alleanza sulla pelle dei rifugiati

Le dichiarazioni della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la sua visita ad Ankara al Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, incentrata sulla crisi siriana, ci lasciano interdetti.
Non possiamo accettare che, ancora una volta, l’Unione europea promuova politiche di esternalizzazione, né che la Presidente della Commissione plauda a una alleanza in questo senso con un Paese antidemocratico e che viola costantemente i diritti umani. L’Unione europea deve dotarsi di una politica migratoria comune, di una politica estera unica, e deve assumersi la responsabilità della gestione delle proprie frontiere.

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Il fenomeno migratorio manca di un approccio europeo, e l’audizione di Magnus Brunner lo conferma

Il Parlamento europeo si appresta a votare la nuova Commissione von der Leyen. Di fronte a una delle sfide più urgenti che questa dovrà affrontare, vogliamo lanciare un messaggio chiaro, ispirato ai principi fondamentali della rete Europa porta Europa di cui facciamo parte: è necessario un cambiamento radicale nella politica migratoria europea.
L’attuale sistema è insostenibile. Le politiche basate su chiusura e inerzia istituzionale hanno fallito, sacrificando la solidarietà e la dignità umana. Durante l’audizione di Magnus Brunner, candidato Commissario europeo per gli Affari Interni e le Migrazioni, non abbiamo trovato alcun segnale di svolta. Al contrario, la direzione sembra essere quella di consolidare lo status quo.
Non possiamo più accettare questa indifferenza. L’Unione europea deve agire da protagonista, dimostrando che esistono soluzioni efficaci e umane, che mettono al centro le persone e il rispetto dei diritti fondamentali.

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Emanciparsi o soccombere: le due alternative per l’Europa dopo l’elezione di Trump

Nelle elezioni presidenziali statunitensi, Donald Trump ha sconfitto Kamala Harris, tornando alla Casa Bianca. Durante il suo primo mandato, i rapporti tra Stati Uniti e Unione europea si erano deteriorati, e il rischio è che il suo ritorno possa aggravare la mancanza di cooperazione transatlantica.
La Gioventù Federalista Europea sollecita i Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea a intraprendere riforme strategiche e strutturali, affinché l’Unione possa affermarsi come attore globale forte e autonomo, e a non abbandonare il lavoro portato avanti in questi anni, nel sostegno all’Ucraina e nella promozione di politiche comuni.

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Medio Oriente, una regione senza pace: riflessione della GFE a un anno dal 7 ottobre

L’attacco terroristico coordinato da Hamas il 7 ottobre dell’anno scorso ha scatenato una nuova spirale di violenza nel conflitto tra Israele e Palestina. Nonostante gli appelli della comunità internazionale per un cessate il fuoco e una mediazione in linea con le risoluzioni ONU, le divisioni tra gli Stati e l’inefficacia nell’imporre una linea comune hanno portato a un nulla di fatto.
Con centinaia di ostaggi israeliani ancora prigionieri e l’emergenza umanitaria a Gaza che ha raggiunto livelli senza precedenti, la situazione è fuori controllo. L’Unione europea, insieme agli attori internazionali disposti a impegnarsi per una pace duratura, può e deve proporsi come forza promotrice di un nuovo assetto regionale, fondato sul rispetto reciproco e sul dialogo. Un contributo che non solo porrebbe fine alle violenze, ma potrebbe essere il primo passo verso una stabilità duratura e condivisa, nell’interesse di tutti i popoli coinvolti.

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La rete Europa porta Europa si presenta al nuovo Parlamento europeo a Strasburgo

Nella settimana di insediamento del nuovo Parlamento europeo, i rappresentanti di Europa porta Europa si sono recati a Strasburgo per riportare ai decisori politici i punti chiave del manifesto che conduce la loro azione.
Giovedì 18 luglio, i rappresentanti di Europa porta Europa hanno partecipato alla manifestazione organizzata dall’Union of European Federalists (UEF) davanti all’ingresso del Parlamento europeo, chiedendo una riforma dei Trattati europei.
La rete ha quindi proseguito il lavoro all’interno del Parlamento europeo, discutendo con gli Eurodeputati sul percorso intrapreso finora e sulle possibilità di collaborazione tra società civile e Istituzioni europee.

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Il nuovo Parlamento europeo si impegni per un’Europa più forte e unita

Il nuovo Parlamento europeo post-elezioni di giugno ha visto il Partito Popolare Europeo mantenere il primo posto per numero di seggi, seguito da Socialisti e Democratici e da Renew Europe, sebbene ridimensionati. È cresciuta la presenza di forze sovraniste ed euroscettiche, che ora occupano quasi un quarto dei seggi.
Le elezioni riflettono il disappunto verso l’efficacia dell’Unione europea nel rispondere alle crisi. La riforma dei Trattati, eliminando il voto all’unanimità e istituendo una politica estera unica, è la via da percorrere per ottenere un’Europa davvero forte, coesa e capace.

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Elezioni europee: le candidature spot dei leader di partito mancano di rispetto al Parlamento europeo

La Gioventù Federalista Europea esprime con fermezza la propria opposizione alle candidature spot dei leader di partito alle elezioni europee. Questa tendenza, sempre più diffusa, è una mancanza di rispetto verso il Parlamento europeo, l’unica Istituzione dell’Unione europea direttamente eletta dai cittadini, e riduce un momento cruciale di democrazia a un mero sondaggio elettorale.
Le elezioni europee, conquistate nel 1979, devono essere un momento di celebrazione della democrazia, un’opportunità per i cittadini di esprimere la propria volontà e costruire il futuro dell’Europa, non un sondaggio o uno scontro di personalità.

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Il nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo: un’occasione persa, una delusione

Il nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo, approvato mercoledì 10 aprile al Parlamento europeo per modificare il fallimentare Regolamento di Dublino, non è a nostro avviso un passo storico come dichiarato dalla Presidente Metsola, quanto più un’occasione persa che ci lascia insoddisfatti, delusi e amareggiati.
Riteniamo che le politiche migratorie, possibili solo all’interno di una politica estera davvero comune, debbano essere competenza di un’Unione europea che si attenga ai principi sui quali è stata costruita.

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A Gaza è crisi umanitaria: chiediamo il cessate il fuoco in Medio Oriente e la costruzione di una politica estera comune in Europa

L’agenzia di stampa AFP riporta che il Governo israeliano avrebbe definito una data per l’operazione di terra su Rafah.
La Gioventù Federalista Europea si unisce con forza alle richieste di cessate il fuoco, di rilascio degli ostaggi e di rispetto del diritto internazionale umanitario, e chiede che le Istituzioni europee si attivino seriamente per la creazione di una vera e propria politica estera europea.

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Due anni dall’invasione russa in Ucraina: la GFE rinnova il sostegno al popolo ucraino e l’appello per una politica estera comune

Il 24 febbraio 2022 segnava l’inizio dell’invasione russa in Ucraina, riportando la guerra in Europa. A due anni di distanza, la situazione rimane critica.
La Gioventù Federalista Europea rinnova il suo sostegno al popolo ucraino e chiede una condanna unanime del regime di Putin. Sottolinea l’importanza di un’Europa unita nella difesa dei valori di libertà e democrazia, con una politica estera e di difesa comune.

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olga osuchowska

olga.osu@icloud.com

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