Da venerdì 14 a domenica 16 novembre si è tenuto a Strasburgo (Francia) il XXVIII Congresso dei Giovani Federalisti Europei (JEF Europe), durante il quale sono stati rinnovati Presidente, Vicepresidenti, l’Executive Board, i membri del Federal Committee e altri organi statutari che guideranno l’organizzazione per i prossimi due anni.
Le votazioni, a cui hanno partecipato delegazioni dalle varie sezioni nazionali (tra cui anche quella italiana), hanno eletto: Moritz Hergl come nuovo presidente, Debora Striani come Vicepresidente Senior e Nea-Maria Törmänen come Vicepresidente Junior, Anna van de Moosdijk come tesoriera. L’Executive Board risulta poi composto da: Konstantine Gagnidze, Dvir Aviam Ezra, Achilles Tsirgis e Sara Rocchetto. Il Comitato federale ha eletto Nea-Bettina Baarman, Valentin Petri e Nikos Chircop come suo Presidium.
Durante il congresso sono stati eletti anche i co-Chair delle diverse Political Commission, tra questi ricordiamo: Stefano Chiesa per la PC1 (Institutional affairs and Governance), Alberto Gasparato per la PC2 (Internal European affairs) e Federico Tosi per la Task Force “Global Federalism”.
A queste commissioni, guidate da italiani se ne aggiungono altre: PC3: External affairs and global governance, Task Force: fighting nationalism, Task Force: capacity building e infine Task Force: civic education.
Riportiamo infine con piacere che durante questo congresso sono state approvate anche le sezioni di Moldavia, Ucraina e Georgia.
La JEF Europe si prepara quindi ad affrontare le principali sfide del nostro tempo – dalla lotta al nazionalismo e all’emancipazione dei giovani al rafforzamento della solidarietà europea e del federalismo globale.
L’Unione europea si assuma il coraggio di sospendere le relazioni con Israele
Lo Stato di Israele sta perpetrando, ormai da tempo, un genocidio ai danni della popolazione palestinese a Gaza, violando continuamente il cessate il fuoco, istituito l’8 ottobre 2025. Parallelamente, prosegue il progetto di annessione di fatto della Cisgiordania, con l’espansione degli insediamenti israeliani – sempre più violenti e radicalizzati – sostenuti dall’IDF e con abusi sistematici ai danni della popolazione palestinese.
La violenza e l’illegittimità delle azioni perpetrate dallo Stato di Israele è evidenziata anche nei confronti delle e degli attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati illegalmente in acque internazionali e sottoposti a trattamenti disumani e degradanti.
Come Gioventù Federalista Europea condanniamo con fermezza queste azioni, come ogni violazione del diritto internazionale, e non possiamo non inorridire al pensiero che ciò che le e gli attivisti internazionali sperimentano parzialmente, per alcuni giorni o settimane, è la realtà inumana a cui il popolo palestinese è sottoposto da più di ottant’anni. Sosteniamo la sospensione dell’accordo di associazione tra Unione europea e Israele in virtù del suo articolo 2, per cui le relazioni tra le parti si devono fondare sul rispetto dei diritti umani e dei principi democratici.