L’Ufficio del Dibattito della Gioventù Federalista Europea organizza un incontro online sulle prospettive delle strategie di cooperazione tra Unione europea e Unione africana.
Relatori saranno: Timothy Namitego (Advocate of the High Court of Uganda, Project Officer JAP), con una solida esperienza nel campo della giustizia e dell’attivismo giuridico internazionale, Luca Barana (Senior Fellow IAI), esperto di politiche europee e cooperazione internazionale, e Serena Garufo (Y-IDEA & YCG Coordinator), impegnata in iniziative giovanili e di dialogo interculturale. Moderatore dell’incontro sarà Gabriele Casano, Responsabile Ufficio del Dibattito GFE.
L’evento si terrà lunedì 4 novembre alle ore 20:45 e sarà interamente in lingua inglese.
Si può partecipare collegandosi qui.
Il Consiglio europeo ha discusso di sfide globali, ma l’Unione non può affrontare il futuro con le regole del passato
Tra ieri e oggi si è svolto a Bruxelles il Consiglio europeo, il primo dopo la sconfitta elettorale di Orban in Ungheria, fatto che ha reso possibile dopo lungo tempo l’approvazione di conclusioni a 27. Segnale politico importante ma anche prova dei limiti strutturali dell’assetto intergovernativo dove il veto di un singolo Governo può bloccare le decisioni.
Sul fronte Ucraina il risultato è positivo: i Paesi europei concordano su maggiore pressione sulla Russia e sulla necessità di prepararsi a future trattative di pace alle quali l’Unione deve partecipare. Serve però ora una figura unica europea che rappresenti l’Unione ai negoziati.
Meno soddisfacenti, invece, sono le conclusioni del Consiglio europeo su Israele e Palestina. In quanto ad azioni concrete, l’Unione europea è ancora una volta inerme. Non disponendo di una politica estera unica, si limita a impegnarsi in missioni civili e di ricostruzione. Dovrebbe perlomeno avere il coraggio di prendere un’iniziativa che rientra pienamente tra i suoi attuali poteri: sospendere l’accordo di associazione con Israele.