Per fare il punto sulla situazione odierna in Medio Oriente e comprendere le possibili evoluzioni future, la Gioventù Federalista Europea organizza un incontro online con Ugo Tramballi, giornalista de Il Sole 24 Ore.
Tramballi, esperto di Medio Oriente e corrispondente di guerra con oltre quarant’anni di esperienza, è stato inviato speciale in Iran, Libano, Iraq e Afghanistan e corrispondente da Mosca tra il 1987 e il 1991. Attualmente è membro dell’Istituto Affari Internazionali di Roma e Media Leader del World Economic Forum.
L’evento si terrà venerdì 11 ottobre alle ore 18:30 e sarà un’opportunità unica per approfondire la complessità del conflitto e il ruolo dell’Europa nelle dinamiche della regione mediorientale.
Si può partecipare collegandosi qui.
Il Consiglio europeo ha discusso di sfide globali, ma l’Unione non può affrontare il futuro con le regole del passato
Tra ieri e oggi si è svolto a Bruxelles il Consiglio europeo, il primo dopo la sconfitta elettorale di Orban in Ungheria, fatto che ha reso possibile dopo lungo tempo l’approvazione di conclusioni a 27. Segnale politico importante ma anche prova dei limiti strutturali dell’assetto intergovernativo dove il veto di un singolo Governo può bloccare le decisioni.
Sul fronte Ucraina il risultato è positivo: i Paesi europei concordano su maggiore pressione sulla Russia e sulla necessità di prepararsi a future trattative di pace alle quali l’Unione deve partecipare. Serve però ora una figura unica europea che rappresenti l’Unione ai negoziati.
Meno soddisfacenti, invece, sono le conclusioni del Consiglio europeo su Israele e Palestina. In quanto ad azioni concrete, l’Unione europea è ancora una volta inerme. Non disponendo di una politica estera unica, si limita a impegnarsi in missioni civili e di ricostruzione. Dovrebbe perlomeno avere il coraggio di prendere un’iniziativa che rientra pienamente tra i suoi attuali poteri: sospendere l’accordo di associazione con Israele.