Europa porta Europa, un patto per scegliere l’Europa di domani

CONDIVIDI SU
Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Sedici tra le principali associazioni italiane non-partitiche siglano un impegno comune in vista delle prossime elezioni europee. Per affrontare efficacemente le crisi strutturali del nostro tempo, serve un’Unione europea più democratica, giusta e sostenibile: una nuova Europa che guardi al progetto dei padri fondatori e delle madri fondatrici


La crisi dell’attuale Unione europea

L’Europa di oggi è nata tra le frontiere di Stati in perenne guerra tra loro, che hanno deciso di iniziare ad abbattere quelle barriere solo dopo l’ultimo conflitto mondiale, affrontando il proprio passato e le proprie responsabilità storiche per poter guardare con nuova fiducia al futuro. Parafrasando il sociologo Abdelamek Sayad, ciò che accade alle frontiere di una comunità è lo specchio delle contraddizioni più profonde di una società, della sua organizzazione politica e delle sue relazioni con le altre società. Quelle frontiere che un tempo passavano per Verdun e la Somme, oggi si trovano altrove: a Lampedusa, a Pylos, a Cutro, a Kiev e tra vincitori e vinti della globalizzazione, sempre più definita dalla spaccatura tra centri economico-sociali e periferie. Le contraddizioni vive che definiscono queste nuove “frontiere” vanno quindi affrontate, per ritrovare l’obiettivo e lo spirito originario del progetto europeo.

Nel decimo anniversario del naufragio di Lampedusa, la nostra riflessione parte dalle risposte che l’UE e i governi stanno dando al fenomeno migratorio. Un fenomeno strutturale nella storia dell’Umanità e non una crisi contingente, che ci costringe a scegliere chi essere come europei di fronte a quello che l’ONU ha definito “il confine più mortale al mondo”, un confine di cui la nostra società è colpevole testimone mentre i diritti umani vengono calpestati e gli “apolidi del ventunesimo secolo” vengono lasciati annegare.

La migrazione rappresenta solo uno dei principali fenomeni verso i quali l’UE e gli Stati membri non sono in grado di offrire soluzioni strutturali, laddove ce ne sarebbe più bisogno. Ciò è dovuto a difetti fondamentali dell’attuale assetto istituzionale europeo, dominato dall’intergovernativismo, che risponde solo in modo emergenziale e il più delle volte quando è troppo tardi. Questo vale per le migrazioni, ma anche per altre crisi appena passate o in corso: dalla crisi economica e finanziaria alle violazioni della democrazia e dello Stato di diritto; dal cambiamento climatico al ritorno della guerra sul continente europeo.

Il senso di un impegno comune

La politica è lo specifico campo dell’attività umana in cui ciascuno può contribuire alla definizione dei grandi progetti di trasformazione della società e battersi per la loro realizzazione. Occorre quindi una nuova narrazione della lotta per il domani, che intercetti questa volontà di impegno oltre la crisi dei corpi intermedi e delle ideologie che caratterizza la contemporaneità. Come società civile attenta ai più giovani non possiamo fare a meno di pensare a quale futuro desiderare per l’Europa, la nostra Comunità.

Il compito che vogliamo darci è quello di fornire una risposta alle “retrotopie” nazionaliste, a chi predica il ritorno di un passato edulcorato additando come capri espiatori l’Unione europea, le persone migranti o le minoranze. Il progetto europeo è un tassello fondamentale nel processo di costruzione di un Governo democratico della globalizzazione. È una speranza di futuro possibile e alternativa al ritorno al passato e alla disillusione. Un futuro che non è passivamente da scoprire, ma da realizzare col nostro operato.

Una nuova Europa per una società che cambia

Noi, giovani europei ed europee crediamo che serva portare a termine il progetto di unità politica dell’Europa per affrontare le sfide decisive che abbiamo davanti, che le istituzioni europee e nazionali attuali non sono in grado di gestire. Crediamo infatti che il progetto europeo avrà un futuro solo se saranno completati alcuni obiettivi fondamentali:

  • Una gestione europea dei fenomeni migratori, che tuteli la vita e la dignità della persona, contrastando la tratta di esseri umani gestita dalla criminalità organizzata e implementando le giuste misure di riconoscimento delle vittime dell’immigrazione;
  • Istituzioni europee che garantiscano e rafforzino la democrazia, lo stato di diritto e i diritti umani sul piano nazionale e sovranazionale;
  • La realizzazione di una comunità politica dotata di adeguate risorse finanziarie e di un bilancio federale deciso in modo democratico e alimentato da risorse proprie, che permetta di realizzare a pieno il principio di sussidiarietà, insieme alla solidarietà territoriale e intergenerazionale;
  • La previsione di nuovi strumenti politici e legislativi sul piano europeo per intervenire con risolutezza contro l’attività su scala internazionale delle organizzazioni criminali;
  • Una politica estera unica e una difesa comune europea, per creare una comunità politica rafforzata e in grado di promuovere, in cooperazione con gli altri attori mondiali, la pace e il multilateralismo, attraverso la riforma e il rilancio delle istituzioni internazionali, a partire dall’ONU;
  • L’implementazione e il consolidamento dell’esperienza partecipativa avviata con la Conferenza sul Futuro dell’Europa, stabilendo forme di dialogo sempre più continuo e strutturato all’interno dei processi democratici con la società civile, giovanile e non;
  • Istituzioni europee capaci di favorire il contrasto alla crisi climatica e le sue conseguenze sull’ambiente e sulla vita umana, gestendo le conseguenze economiche e sociali derivanti da una necessaria e giusta transizione verde, attraverso una capacità fiscale europea a tutela del pilastro sociale e dell’autodeterminazione della persona.

In Europa, con lo European Green Deal e il piano Next Generation EU si sono realizzati dei passi avanti tali da poter affermare che si sta già formando il primo, chiaro, esempio di civiltà cosmopolita. Crediamo però che occorra agire con urgenza per costituire una vera unione politica democratica europea. Ciò passa necessariamente attraverso la riforma degli attuali trattati, come sostenuto nell’ambizioso progetto attualmente in discussione nel Parlamento Europeo.

L’Unione europea va intesa come promessa a venire per il mondo e l’integrazione rappresenta l’unico esempio mondiale di alternativa al concetto violento ed egemonico di “impero”. Rivela, inoltre, che una cittadinanza sovranazionale è possibile e che la costruzione di istituzioni comuni non opprime le identità nazionali, regionali e locali, ma anzi: le protegge e valorizza su più livelli.

Le prossime elezioni europee devono rappresentare un momento di rinnovamento, perché per affrontare e gestire le sfide del domani non è sufficiente limitarsi ad uno sterile dibattito nazionale. Per rispondere al fenomeno migratorio, per realizzare una transizione giusta e sostenibile, per difendere la pace e i valori su cui si fonda il progetto Europeo non basteranno piccole riforme, ma una chiara scelta di campo, verso una vera Europa federale.

Gioventù Federalista Europea
Associazione Piero Capone
Base Italia
Comitato 3 Ottobre
Erasmus Student Network
Eumans!
Europiamo
Fridays for Future Italia
Giovani delle Acli
Giovani Azione Cattolica
Legambiente
Movimento Europeo Giovani
Natura Comune
One Hour for Europe
StudiCentro
Youthmed

CONDIVIDI
Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email
ALTRI ARTICOLI

L’Ungheria ha scelto di costruire un nuovo capitolo europeo

Si sono tenute ieri le elezioni in Ungheria, che hanno visto una grandissima affluenza. Il partito Tisza di Péter Magyar, primo oppositore di Orban, ha ottenuto la maggioranza assoluta, segnando una discontinuità politica rilevante nel panorama del Paese e dell’Europa centro-orientale.

Questo esito elettorale rappresenta un chiaro segnale di rigetto delle derive illiberali e autoritarie che negli ultimi anni hanno messo in discussione i principi fondamentali dello Stato di diritto e i valori fondanti dell’Unione europea. Il voto espresso dai cittadini ungheresi dimostra l’esistenza di una volontà concreta di riportare il Paese all’interno di un percorso pienamente democratico, trasparente e ancorato al progetto europeo.

Considerazioni preliminari sul Consiglio europeo (19-20 Marzo)

Tra oggi e domani le ed i leader europei si riuniranno a Bruxelles per discutere della crisi in Medio Oriente, ma anche di competitività, bilancio e sostegno all’Ucraina.

In quanto federaliste e federalisti europei chiediamo con forza che l’Unione europea prenda ancora di più le distanze, in maniera compatta, da un’operazione statunitense di cui risultano poco chiari gli obiettivi e che rischia di protrarsi a lungo, oltre a denunciarne la chiara violazione del diritto internazionale. Ribadiamo inoltre la necessità che il Consiglio europeo assuma il coraggio e la volontà politica di svolgere una funzione di de-escalation nell’area e intraprendere azioni per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico.
Il Consiglio europeo dovrà anche dare concretezza alla promessa di impegnarsi nel completamento del Mercato unico europeo e di rilanciare la competitività. Riteniamo infine che il vertice si debba concludere con l’approvazione definitiva dei prestiti all’Ucraina, superando l’impasse provocata dal veto ungherese.

Di fronte alla crisi dell’ordine mondiale serve un’Europa federale

L’escalation in atto in questo momento in Medio Oriente dimostra ancora una volta come l’ordine internazionale sia in crisi a causa di potenze mondiali che cercano di imporre la legge del più forte. 
E l’Europa? Esposta a pressioni esterne sempre più forti, non solo da est, ma anche dal suo tradizionale alleato, l’Europa è debole perché ancora divisa, frammentata in 27 piccoli Stati. In una situazione così drammatica, gli stati europei e le istituzioni comuni si muovono in maniera disordinata e confusa, con scarso peso politico. 
Per questa ragione mercoledì 11 marzo dalle ore 9:00 scenderemo in Piazza, davanti al Senato, per le comunicazioni della Presidente del Consiglio verso il prossimo Consiglio europeo: per chiedere che l’Italia spinga per un vero passo in avanti, si faccia promotrice della costruzione di una vera unione federale. Premiamo insieme affinché gli Stati europei scelgano chiaramente e rapidamente di unirsi e far sì che i propri cittadini restino artefici del proprio destino.

To the MeMe couple: we have some questions for you!

La Sezione italiana e quella tedesca dei Giovani Federalisti Europei guardano alla nuova coppia formata da Meloni e Merz con l’auspicio che possano essere motore di una rinnovata integrazione europea, ma con la consapevolezza di tutte le contraddizioni, le assurdità e della retorica che ha accompagnato la nascita di questo tandem.

The Italian and German sections of the Young European Federalists look at the new pair formed by Meloni and Merz with the hope that they can serve as a driving force for renewed European integration, but with full awareness of all the contradictions, absurdities, and rhetoric that have accompanied the birth of this tandem.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Cliccando “INVIA” acconsenti che il tuo indirizzo e-mail qui fornito venga trattato dall’associazione Gioventù Federalista Europea – JEF Italy nelle modalità previste dalla Privacy Policy

olga osuchowska

olga.osu@icloud.com

olga osuchowska

olga.osu@icloud.com