Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione europea (SOTEU), Ursula von der Leyen non è stata abbastanza ambiziosa nel mostrare un modello alternativo al ritorno dei nazionalismi che sappia rispondere ai bisogni dei cittadini ed alle sfide del nostro tempo. Essere realmente coraggiosi vuol dire oggi impegnarsi per la costruzione di un’unione politica e federale, fondata su valori fondamentali comuni, per un futuro sostenibile, equo e democratico.
La politica industriale, al centro del discorso, insieme alla necessità di una giusta transizione, necessita innanzitutto di un’unione fiscale. Senza un bilancio UE autonomo, gli investimenti e le agevolazioni citate nel discorso, per un sistema industriale europeo stabile e digitalizzato, saranno semplicemente insufficienti.
Mentre la Presidente della Commissione ha chiesto di continuare ad essere solidali verso l’Ucraina insistendo sull’importanza di un approccio commerciale globale equo, è mancato un chiaro riferimento a una politica estera comune che sia in grado di presentare in modo efficace il modello europeo fondato sulla cooperazione e il multilateralismo nel mondo.
In un’Europa che dovrebbe essere portavoce di diversità e di diritti, la Presidente della Commissione ha parlato di migrazione come di un problema da gestire, concentrandosi solo sulla lotta ai trafficanti, omettendo la necessità di smantellare un sistema disumanizzante e l’urgenza di una riforma strutturale che vada oltre i patti intergovernativi e l’esternalizzazione. Se i valori europei muoiono alle frontiere dell’UE, il progetto europeo tradirà le sue stesse promesse cosmopolite.
Sono mancate, infine, proposte ambiziose in tema di politiche sociali e stato di diritto per far sì che, ovunque nell’Unione, da Lisbona a Varsavia, siano garantite le stesse opportunità.
La GFE accoglie con favore l’impegno assunto durante il SOTEU verso l’allargamento e la riforma dell’UE. Progressi concreti per tutti i Paesi che si preparano a far parte dell’Unione saranno fondamentali, ma solo se accompagnati dal lancio immediato del processo di riforma dei Trattati che definisca una vera democrazia europea.
È ora di prendere posizione per ridare la speranza di un futuro ai cittadini europei e alle prossime generazioni sostenendo il Parlamento europeo nelle sue proposte di riforma e contribuendo alla costruzione di una vera unione politica e federale.
L’Unione europea si assuma il coraggio di sospendere le relazioni con Israele
Lo Stato di Israele sta perpetrando, ormai da tempo, un genocidio ai danni della popolazione palestinese a Gaza, violando continuamente il cessate il fuoco, istituito l’8 ottobre 2025. Parallelamente, prosegue il progetto di annessione di fatto della Cisgiordania, con l’espansione degli insediamenti israeliani – sempre più violenti e radicalizzati – sostenuti dall’IDF e con abusi sistematici ai danni della popolazione palestinese.
La violenza e l’illegittimità delle azioni perpetrate dallo Stato di Israele è evidenziata anche nei confronti delle e degli attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati illegalmente in acque internazionali e sottoposti a trattamenti disumani e degradanti.
Come Gioventù Federalista Europea condanniamo con fermezza queste azioni, come ogni violazione del diritto internazionale, e non possiamo non inorridire al pensiero che ciò che le e gli attivisti internazionali sperimentano parzialmente, per alcuni giorni o settimane, è la realtà inumana a cui il popolo palestinese è sottoposto da più di ottant’anni. Sosteniamo la sospensione dell’accordo di associazione tra Unione europea e Israele in virtù del suo articolo 2, per cui le relazioni tra le parti si devono fondare sul rispetto dei diritti umani e dei principi democratici.