Contro l’indifferenza al confine tra Croazia e Bosnia serve una soluzione strutturale

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La Gioventù Federalista Europea sostiene convintamente la missione ispettiva della delegazione composta dagli eurodeputati Brando Benifei, Alessandra Moretti, Pietro Bartolo e Pierfrancesco Majorino, volta ad accertare le condizioni dei campi profughi al confine tra Croazia e Bosnia e raccogliere una testimonianza diretta della drammatica situazione dei migranti in quelle zone, come testimoniato da diverse inchieste internazionali nelle settimane scorse.

Condanniamo fermamente il comportamento della polizia croata nei confronti degli eurodeputati, la quale con arroganza ha impedito loro di muoversi sul territorio croato, e quindi europeo, allo scopo di raggiungere il confine con la Bosnia e permettere ai rappresentanti del Parlamento Europeo, responsabili, tra le altre cose, dell’operato di Frontex, di prendere visione direttamente dei respingimenti illegali dei richiedenti asilo e delle reiterate violazioni dei diritti umani nei confronti degli stessi migranti. Non era mai accaduto che dei parlamentari europei venissero bloccati all’interno territorio dell’Unione.

Come federalisti non ci stancheremo mai di chiedere che l’Unione Europea e i singoli Stati Membri adottino politiche migratorie e di asilo che non si pongano in contraddizione con i principi fondamentali enucleati dalle Carte costituzionali, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. È altresì necessario che, sulla base dei valori e principi fondanti la stessa Unione, siano attivati i meccanismi previsti per procedere contro i governi che non rispettano lo Stato di diritto criminalizzando l’immigrazione con politiche razziste e violente.

Auspichiamo che anche altri parlamentari europei si rechino al confine tra Croazia e Bosnia, in quanto la difesa dei diritti fondamentali non conosce partigianeria; invitiamo inoltre tutte le realtà associative che compongono la società civile europea a prendere posizione in merito a tale questione: l’indifferenza costituisce infatti la linfa vitale di suddette violazioni.

La questione migratoria è un tema strutturale rispetto al quale sono necessarie soluzioni strutturali di lungo periodo. Non saranno respingimenti forzati a livello nazionale, come quelli perpetrati in questo caso dalle autorità croate, a fermare i flussi migratori. L’unica via per dare risposte è la costruzione di una politica migratoria europea adottata da istituzioni europee investite delle necessarie competenze.


 

Roma, 1 Febbraio 2021

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