Una ripartenza per l’Europa, verso l’unione federale europea

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Dopo la presentazione al Parlamento europeo delle proposte della Commissione per il nuovo Recovery Plan for Europe, e in vista delle scadenze europee dei prossimi mesi per l’approvazione sia del nuovo Fondo straordinario Next Generation EU, sia del nuovo bilancio pluriennale dell’Unione europea, il MFE, insieme alla GFE, ha avviato un’azione sull’Appello UNA RIPARTENZA PER L’EUROPA di raccolta firme rappresentative del mondo politico, economico, accademico e del terzo settore a tutti i livelli, rivolta al Parlamento europeo. Si chiede al Parlamento europeo, in quanto unica istituzione che rappresenta direttamente i cittadini europei, di esercitare una funzione di indirizzo e di guida per avviare la trasformazione dell’Unione europea in una unione politica federale, solo modo per rendere permanente la svolta politica prospettata in queste settimane a livello europeo sotto la spinta dell’emergenza della crisi pandemica. In particolare si chiede al Parlamento di attivarsi su tre punti:

  • vigilare affinché la ambizioni espresse nelle proposte della Commissione non vengano svilite da compromessi al ribasso tra gli Stati, respingendo in tal caso l’accordo del Consiglio europeo;
  • battersi affinché le nuove risorse proprie dell’Unione vengano valutate, raccolte e gestite a livello europeo, avviando subito il confronto sull’attribuzione di una competenza fiscale all’Unione europea;
  • guidare il processo delle riforme politico-istituzionali necessarie per costruire l’unione politica, elaborando, e proponendo alle altre istituzioni europee un progetto di Costituzione federale europea in vista del confronto con i cittadini nel quadro del rilancio del processo della Conferenza sul futuro dell’Europa.

Aderisci alla campagna! tutte le info su mfe.it/appello

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L’Ungheria ha scelto di costruire un nuovo capitolo europeo

Si sono tenute ieri le elezioni in Ungheria, che hanno visto una grandissima affluenza. Il partito Tisza di Péter Magyar, primo oppositore di Orban, ha ottenuto la maggioranza assoluta, segnando una discontinuità politica rilevante nel panorama del Paese e dell’Europa centro-orientale.

Questo esito elettorale rappresenta un chiaro segnale di rigetto delle derive illiberali e autoritarie che negli ultimi anni hanno messo in discussione i principi fondamentali dello Stato di diritto e i valori fondanti dell’Unione europea. Il voto espresso dai cittadini ungheresi dimostra l’esistenza di una volontà concreta di riportare il Paese all’interno di un percorso pienamente democratico, trasparente e ancorato al progetto europeo.

Considerazioni preliminari sul Consiglio europeo (19-20 Marzo)

Tra oggi e domani le ed i leader europei si riuniranno a Bruxelles per discutere della crisi in Medio Oriente, ma anche di competitività, bilancio e sostegno all’Ucraina.

In quanto federaliste e federalisti europei chiediamo con forza che l’Unione europea prenda ancora di più le distanze, in maniera compatta, da un’operazione statunitense di cui risultano poco chiari gli obiettivi e che rischia di protrarsi a lungo, oltre a denunciarne la chiara violazione del diritto internazionale. Ribadiamo inoltre la necessità che il Consiglio europeo assuma il coraggio e la volontà politica di svolgere una funzione di de-escalation nell’area e intraprendere azioni per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico.
Il Consiglio europeo dovrà anche dare concretezza alla promessa di impegnarsi nel completamento del Mercato unico europeo e di rilanciare la competitività. Riteniamo infine che il vertice si debba concludere con l’approvazione definitiva dei prestiti all’Ucraina, superando l’impasse provocata dal veto ungherese.

Di fronte alla crisi dell’ordine mondiale serve un’Europa federale

L’escalation in atto in questo momento in Medio Oriente dimostra ancora una volta come l’ordine internazionale sia in crisi a causa di potenze mondiali che cercano di imporre la legge del più forte. 
E l’Europa? Esposta a pressioni esterne sempre più forti, non solo da est, ma anche dal suo tradizionale alleato, l’Europa è debole perché ancora divisa, frammentata in 27 piccoli Stati. In una situazione così drammatica, gli stati europei e le istituzioni comuni si muovono in maniera disordinata e confusa, con scarso peso politico. 
Per questa ragione mercoledì 11 marzo dalle ore 9:00 scenderemo in Piazza, davanti al Senato, per le comunicazioni della Presidente del Consiglio verso il prossimo Consiglio europeo: per chiedere che l’Italia spinga per un vero passo in avanti, si faccia promotrice della costruzione di una vera unione federale. Premiamo insieme affinché gli Stati europei scelgano chiaramente e rapidamente di unirsi e far sì che i propri cittadini restino artefici del proprio destino.

To the MeMe couple: we have some questions for you!

La Sezione italiana e quella tedesca dei Giovani Federalisti Europei guardano alla nuova coppia formata da Meloni e Merz con l’auspicio che possano essere motore di una rinnovata integrazione europea, ma con la consapevolezza di tutte le contraddizioni, le assurdità e della retorica che ha accompagnato la nascita di questo tandem.

The Italian and German sections of the Young European Federalists look at the new pair formed by Meloni and Merz with the hope that they can serve as a driving force for renewed European integration, but with full awareness of all the contradictions, absurdities, and rhetoric that have accompanied the birth of this tandem.

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olga osuchowska

olga.osu@icloud.com

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