Le nostre cinque giornate per l’Europa

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La Resistenza non è finita: continua oggi nella grande battaglia per dotare l’Europa di istituzioni in grado di rispondere alle sfide della globalizzazione e alle esigenze di noi cittadini. Per sbloccare questo stallo intergovernativo e rompere lo status quo sarà determinante, tra le altre cose, avere un futuro Parlamento europeo in grado di operare delle scelte coraggiose e rivoluzionarie.

Dobbiamo farci latori e animatori di questo messaggio tra i partiti, i movimenti, le parti sociali, la società civile affinché la si smetta di accontentarsi del “male minore” ma si lotti davvero per realizzare il migliore dei mondi possibile: un’Europa libera, unita, solidale, insomma federale!

Per tutti questi motivi, in vista della Festa dell’Europa, noi federalisti ci apprestiamo a vivere i cinque giorni dal 4 al 9 in un clima di riflessione, confronto e, perché no, già festa.

Abbiamo deciso di ribattezzarli, non senza un po’ di nostalgia e cariche rivoluzionarie, le CINQUE GIORNATE PER L’EUROPA, proprio richiamandoci alle più famose vissute a Milano tra il 18 e il 22 marzo del 1848!

Un nuovo ’48 per l’Italia e per l’Europa che si concluderà il giorno 9 con i flashmob organizzati da noi, in collaborazione con il Movimento Federalista Europeo, a Milano, in Piazza della Scala, a Roma, a Genova, a Firenze, a Bologna e a Verona.

La #EURevolution passa anche dalle vostre gambe, dalle vostre braccia, dalle vostre teste, dai vostri sorrisi!

Alcune delle iniziative delle Sezioni in giro per l’Italia:

4 maggio

  • Torino: L’Europa riperta da noi, dibattito in vista delle elezioni europee del 26 maggio con le giovanili di partito (Evento Facebook);
  • Vibo Valentia: Young European Debate, dibattito in vista delle elezioni europee del 26 maggio con le giovanili di partito, (Evento Facebook);
  • Napoli: Europa: che fare? Tra crisi, populismi e prospettive di rilancio federale, (Evento Facebook).

5 maggio

  • Lucca: Elezioni Europee: chi non cambia è perduto?, aperitivo in vista delle elezioni del 26 maggio (Evento Facebook)

7 maggio

  • Verona: Come si forma un europeo – Pillole di sostenibilità (parte del ciclo d’incontri “Pillole di sostenibilità”). (Evento Facebook);
  • Gorizia: Europe2Day – V Edition, ciclo di conferenze sui temi caldi di questa campagna elettorale europea del 2019 con la presenza di docenti universitari provenienti da tutta Italia (Evento Facebook);
  • Trento: Dibattito tra candidati alle europee della circoscrizione del nord-est, (Evento Facebook).

8 maggio

  • Gorizia: Europe2Day – V Edition, ciclo di conferenze sui temi caldi di questa campagna elettorale europea del 2019 con la presenza di docenti universitari provenienti da tutta Italia (Evento Facebook).

9 maggio

  • Trento: L’economia europea, quali sfide?, dibattito presso il Dipartimento di economia dell’Università di Trento (Evento Facebook);
  • Torino: Lezione di cittadinanza europea, Liceo Altiero Spinelli;
  • Torino: Conferenza “Europee 2019, come potrebbe cambiare l’Europa dopo il voto di maggio e come la vorremmo”, con ANPI;
  • Verona: flashmob con bandiere europee in occasione della Festa dell’Europa, Piazza Bra;
  • Firenze: flashmob con bandiere europee in occasione della Festa dell’Europa;
  • Genova: flashmob con bandiere europee in occasione della Festa dell’Europa;
  • Roma: flashmob con bandiere europee in occasione della Festa dell’Europa;
  • Bologna: flashmob con bandiere europee in occasione della Festa dell’Europa;
  • Milano: FLASHMOB Milano sceglie il futuro in Europa, Piazza della Scala, ore 20:00 (Evento Facebook).
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ALTRI ARTICOLI

L’Unione europea si assuma il coraggio di sospendere le relazioni con Israele

Lo Stato di Israele sta perpetrando, ormai da tempo, un genocidio ai danni della popolazione palestinese a Gaza, violando continuamente il cessate il fuoco, istituito l’8 ottobre 2025. Parallelamente, prosegue il progetto di annessione di fatto della Cisgiordania, con l’espansione degli insediamenti israeliani – sempre più violenti e radicalizzati – sostenuti dall’IDF e con abusi sistematici ai danni della popolazione palestinese.

La violenza e l’illegittimità delle azioni perpetrate dallo Stato di Israele è evidenziata anche nei confronti delle e degli attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati illegalmente in acque internazionali e sottoposti a trattamenti disumani e degradanti.

Come Gioventù Federalista Europea condanniamo con fermezza queste azioni, come ogni violazione del diritto internazionale, e non possiamo non inorridire al pensiero che ciò che le e gli attivisti internazionali sperimentano parzialmente, per alcuni giorni o settimane, è la realtà inumana a cui il popolo palestinese è sottoposto da più di ottant’anni. Sosteniamo la sospensione dell’accordo di associazione tra Unione europea e Israele in virtù del suo articolo 2, per cui le relazioni tra le parti si devono fondare sul rispetto dei diritti umani e dei principi democratici.

Tra guerra e crisi energetica: il salto di qualità di cui l’Europa ha bisogno

Gli sviluppi delle ultime settimane mostrano chiaramente la fragilità delle tregue in Medio Oriente: tra USA e Iran persistono scontri indiretti, con Washington che intercetta navi iraniane e Teheran che ostacola lo Stretto di Hormuz, mentre i negoziati restano inconcludenti. Anche la tregua tra Israele e Libano è instabile, segnata da attacchi israeliani e reazioni di Hezbollah, con gravi conseguenze per i civili.

In quanto federaliste e federalisti europei condanniamo la violenza come metodo di risoluzione delle controversie e pretendiamo quindi che l’Europa in questa fase si impegni a svolgere una funzione di de-escalation e pacificazione nell’area. Siamo convinte e convinti che se l’Europa disponesse di una politica estera unica e autonoma, supportata da un sistema di difesa comune, la sua capacità di incidere su questo piano sarebbe maggiore.

Auspichiamo quanto meno che le e i Capi di Stati e di Governo concordino sul fatto che il lavoro per un cessate il fuoco nell’area e un ripristino della normalità non sia affidato ai singoli Stati membri in maniera tra loro poco coordinata, ma all’Unione europea in maniera unitaria.

L’Ungheria ha scelto di costruire un nuovo capitolo europeo

Si sono tenute ieri le elezioni in Ungheria, che hanno visto una grandissima affluenza. Il partito Tisza di Péter Magyar, primo oppositore di Orban, ha ottenuto la maggioranza assoluta, segnando una discontinuità politica rilevante nel panorama del Paese e dell’Europa centro-orientale.

Questo esito elettorale rappresenta un chiaro segnale di rigetto delle derive illiberali e autoritarie che negli ultimi anni hanno messo in discussione i principi fondamentali dello Stato di diritto e i valori fondanti dell’Unione europea. Il voto espresso dai cittadini ungheresi dimostra l’esistenza di una volontà concreta di riportare il Paese all’interno di un percorso pienamente democratico, trasparente e ancorato al progetto europeo.

Considerazioni preliminari sul Consiglio europeo (19-20 Marzo)

Tra oggi e domani le ed i leader europei si riuniranno a Bruxelles per discutere della crisi in Medio Oriente, ma anche di competitività, bilancio e sostegno all’Ucraina.

In quanto federaliste e federalisti europei chiediamo con forza che l’Unione europea prenda ancora di più le distanze, in maniera compatta, da un’operazione statunitense di cui risultano poco chiari gli obiettivi e che rischia di protrarsi a lungo, oltre a denunciarne la chiara violazione del diritto internazionale. Ribadiamo inoltre la necessità che il Consiglio europeo assuma il coraggio e la volontà politica di svolgere una funzione di de-escalation nell’area e intraprendere azioni per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico.
Il Consiglio europeo dovrà anche dare concretezza alla promessa di impegnarsi nel completamento del Mercato unico europeo e di rilanciare la competitività. Riteniamo infine che il vertice si debba concludere con l’approvazione definitiva dei prestiti all’Ucraina, superando l’impasse provocata dal veto ungherese.

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olga osuchowska

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