
Di fronte alla crisi dell’ordine mondiale serve un’Europa federale
L’escalation in atto in questo momento in Medio Oriente dimostra ancora una volta come l’ordine internazionale sia in crisi a causa di potenze mondiali che cercano di imporre la legge del più forte.
E l’Europa? Esposta a pressioni esterne sempre più forti, non solo da est, ma anche dal suo tradizionale alleato, l’Europa è debole perché ancora divisa, frammentata in 27 piccoli Stati. In una situazione così drammatica, gli stati europei e le istituzioni comuni si muovono in maniera disordinata e confusa, con scarso peso politico.
Per questa ragione mercoledì 11 marzo scenderemo in Piazza, davanti al Senato per le comunicazioni della Presidente del Consiglio verso il prossimo Consiglio europeo: per chiedere che l’Italia spinga per un vero passo in avanti, si faccia promotrice della costruzione di una vera unione federale. Premiamo insieme affinché gli Stati europei scelgano chiaramente e rapidamente di unirsi e far sì che i propri cittadini restino artefici del proprio destino.

To the MeMe couple: we have some questions for you!
La Sezione italiana e quella tedesca dei Giovani Federalisti Europei guardano alla nuova coppia formata da Meloni e Merz con l’auspicio che possano essere motore di una rinnovata integrazione europea, ma con la consapevolezza di tutte le contraddizioni, le assurdità e della retorica che ha accompagnato la nascita di questo tandem.
The Italian and German sections of the Young European Federalists look at the new pair formed by Meloni and Merz with the hope that they can serve as a driving force for renewed European integration, but with full awareness of all the contradictions, absurdities, and rhetoric that have accompanied the birth of this tandem.

La vicenda iraniana mostra ancora una volta la necessità di un ordine multilaterale veramente basato sul diritto
Nella giornata di ieri, in un’operazione congiunta, Israele e Stati Uniti hanno bombardato l’Iran. È stato reso noto nella serata che anche la Guida suprema Khamenei è tra le vittime dell’attacco: un fatto destinato ad avere conseguenze profonde e imprevedibili sugli equilibri interni del Paese e sulla stabilità dell’intera regione.
Il regime degli Ayatollah è un regime autoritario e sanguinoso. Auspichiamo insieme alla popolazione iraniana che possa sorgere nel Paese un regime democratico, eletto dal popolo e rispettoso dei diritti dei suoi cittadini e delle sue cittadine. Tuttavia, non possiamo non esprimere profonda preoccupazione per l’ennesima violazione del diritto internazionale.