Tra oggi e domani le ed i leader europei si riuniranno a Bruxelles per discutere della crisi in Medio Oriente, ma anche di competitività, bilancio e sostegno all’Ucraina.
Sulla situazione in Medio Oriente, l’Alta Rappresentante Kallas ha già dichiarato che la guerra all’Iran non è una guerra dell’Europa, e i Paesi europei hanno rispedito al mittente la richiesta di Trump di mobilitare la NATO per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz. A seguito di ciò, il Consiglio europeo deve avere ora il coraggio e la volontà politica di affrontare due priorità urgenti: svolgere una funzione di de-escalation nell’area e intraprendere azioni per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico.
In quanto federaliste e federalisti europei chiediamo con forza che l’Unione europea prenda ancora di più le distanze, in maniera compatta, da un’operazione statunitense di cui risultano poco chiari gli obiettivi e che rischia di protrarsi a lungo, oltre a denunciarne la chiara violazione del diritto internazionale. Riteniamo inoltre fondamentale che l’intenso lavoro per un cessate il fuoco nell’area non sia affidato ai singoli Stati membri in maniera tra loro poco coordinata, ma all’Unione europea in maniera unitaria. Adottare un tale ruolo in questa situazione renderebbe ancora più evidente che se l’Europa disponesse di una politica estera unica, supportata da un sistema di difesa comune, la sua capacità di incidere sarebbe maggiore.
Per quanto riguarda invece la vulnerabilità europea dovuta alla sua dipendenza energetica, l’Unione europea dovrebbe impegnarsi nel ridurre la propria dipendenza, diversificando le proprie fonti di approvvigionamento e aumentando gli investimenti nella produzione energetica interna. Solo intraprendendo questo percorso, crisi simili in futuro avranno un impatto minore sull’economia europea.
Il Consiglio europeo dovrà anche dare concretezza alla promessa di impegnarsi nel completamento del Mercato unico europeo e di rilanciare la competitività: durante il vertice informale di febbraio le ed i leader europei hanno concordato sulla necessità di superare la frammentazione dei mercati nazionali in settori strategici per rafforzare la competitività e l’autonomia dell’Unione e ora devono passare dalle parole ai fatti.
La riunione delle e dei Capi di Stato e di Governo sarà anche l’occasione per discutere del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale. Le risorse previste dalla Commissione non risultano attualmente sufficienti per affrontare le sfide che incalzano il continente e finanziare beni pubblici europei; tuttavia, è stato proposto un loro aumento rispetto al bilancio precedente, anche grazie all’introduzione di nuove risorse proprie, scatenando le reazioni contrarie di alcuni Paesi, che tenteranno di far ridurre il budget. Occorre quindi evitare che questa linea abbia la meglio e il QFP venga ridimensionato.
Infine a Bruxelles si proverà a dare il via libera ai 90 miliardi di aiuti all’Ucraina, al momento bloccati dal veto dell’Ungheria – che a dicembre li aveva autorizzati, pur optando per la possibilità di non partecipare – ulteriore dimostrazione del fatto che la regola dell’unanimità privi l’Unione della capacità di perseguire con coerenza ed efficacia i propri obiettivi.
Come Gioventù Federalista Europea riteniamo che il Consiglio europeo si debba concludere con l’approvazione definitiva dei prestiti all’Ucraina e che quindi si debba trovare un modo per superare l’impasse provocata dal veto ungherese.
Considerazioni preliminari sul Consiglio europeo (19-20 Marzo)
Tra oggi e domani le ed i leader europei si riuniranno a Bruxelles per discutere della crisi in Medio Oriente, ma anche di competitività, bilancio e sostegno all’Ucraina.
In quanto federaliste e federalisti europei chiediamo con forza che l’Unione europea prenda ancora di più le distanze, in maniera compatta, da un’operazione statunitense di cui risultano poco chiari gli obiettivi e che rischia di protrarsi a lungo, oltre a denunciarne la chiara violazione del diritto internazionale. Ribadiamo inoltre la necessità che il Consiglio europeo assuma il coraggio e la volontà politica di svolgere una funzione di de-escalation nell’area e intraprendere azioni per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico.
Il Consiglio europeo dovrà anche dare concretezza alla promessa di impegnarsi nel completamento del Mercato unico europeo e di rilanciare la competitività. Riteniamo infine che il vertice si debba concludere con l’approvazione definitiva dei prestiti all’Ucraina, superando l’impasse provocata dal veto ungherese.