L’escalation in atto in questo momento in Medio Oriente dimostra ancora una volta come l’ordine internazionale sia in crisi a causa di potenze mondiali che cercano di imporre la legge del più forte.
E l’Europa? Esposta a pressioni esterne sempre più forti, non solo da est, ma anche dal suo tradizionale alleato, l’Europa è debole perché ancora divisa, frammentata in 27 piccoli Stati. In una situazione così drammatica, gli stati europei e le istituzioni comuni si muovono in maniera disordinata e confusa, con scarso peso politico.
Senza una politica estera unica e senza un sistema di difesa comune e autonomo, i Paesi europei sono destinati a ricoprire un ruolo sempre più marginale sullo scacchiere internazionale, subendo le decisioni prese da potenze che parlano il linguaggio della forza.
Noi federalisti e federaliste lottiamo per un’Europa diversa: un’Europa in cui i singoli Stati cedano parte della propria sovranità e si dotino di strumenti politici, economici, giuridici comuni per affrontare in maniera efficace crisi che hanno forti ricadute sulla cittadinanza europea.
Ad oggi l’integrazione europea è un processo incompiuto: non si tratta di rinnegarlo, ma neanche di esserne soddisfatti, bensì di portarlo a compimento. Siamo fermamente convinti che solo un’Europa più unita, pienamente democratica, solidale e federale possa garantire benessere ai suoi cittadini, difendere i suoi valori fondamentali e farsi promotrice di un ordine internazionale multilaterale fondato sul diritto, contribuendo in modo credibile e efficace alla pace e alla stabilità del mondo.
Per questa ragione mercoledì 11 marzo dalle ore 9:00 scenderemo in Piazza, davanti al Senato, per le comunicazioni della Presidente del Consiglio verso il prossimo Consiglio europeo: per chiedere che l’Italia spinga per un vero passo in avanti, si faccia promotrice della costruzione di una vera unione federale. Premiamo insieme affinché gli Stati europei scelgano chiaramente e rapidamente di unirsi e far sì che i propri cittadini restino artefici del proprio destino.
Consiglio europeo: i governi rincorrono gli eventi, ma l’Europa ha bisogno di governarli
Il Consiglio europeo che si è appena concluso ha confermato ancora una volta il divario tra la portata delle sfide che l’Unione ha davanti e la capacità dei governi di affrontarle: le ed i leader europei si sono presentati al vertice per l’ennesima volta divisi, incapaci di assumere decisioni all’altezza del momento.
Per noi federaliste e federalisti il problema è sempre lo stesso: finché le scelte fondamentali sul bilancio, sulla difesa e sul futuro dell’Unione resteranno ostaggio di veti incrociati e di calcoli nazionali, l’Europa continuerà a rincorrere gli eventi anziché governarli. Ne sono una prova i tre punti al centro del vertice: il Quadro Finanziario Pluriennale, la guerra in Ucraina e la sicurezza europea, l’allargamento.