Nella mattinata di mercoledì 17 dicembre, mentre alla Camera dei Deputati la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni riferirà in vista del Consiglio europeo del fine settimana, un gruppo di federaliste e federalisti europei si riunirà in piazza di Montecitorio per un presidio pubblico.
Il Consiglio europeo assume questa volta un’importanza eccezionale, non soltanto per il futuro dell’Ucraina, ma per il destino stesso dell’Europa. Il contesto internazionale è profondamente mutato: oggi l’Unione europea è esposta a pressioni esterne sempre più esplicite, come dimostrano le recenti posizioni assunte dalla Casa Bianca, che nella sua ultima National Security Strategy attacca apertamente il processo di integrazione europea con una narrazione aggressiva e distorta.
Washington vorrebbe un’Europa divisa, più facile da condizionare. Ma la divisione non è mai stata un’opzione per il progetto europeo. L’Unione nasce dalle macerie della Seconda guerra mondiale per essere uno spazio di pace, democrazia, diritti e cooperazione senza precedenti. E’ vero che l’integrazione è ad oggi incompiuta: l’Europa non ha una vera politica estera comune, è priva di una difesa realmente europea, non possiede una voce unica e autorevole nello scenario internazionale. Tuttavia, che senso avrebbe tornare indietro?
Gli Stati europei non possono permettersi di rinnegare decenni di integrazione per ridursi al ruolo di vassalli delle grandi potenze, né possono illudersi di contare qualcosa mantenendo l’attuale status quo, fatto di compromessi al ribasso e di paralisi decisionale. L’alternativa è chiara: l’Europa deve decidere tra un doveroso salto di qualità politico o una condanna all’irrilevanza e alla subalternità.
Con la nostra presenza di fronte a Montecitorio chiediamo alla Presidente del Consiglio di assumere una posizione chiara e coraggiosa a Bruxelles, scegliendo insieme agli altri Capi di Stato e di Governo di percorrere la via verso un’Europa più integrata, più sovrana e più capace di agire. È il momento di superare le ambiguità e di lavorare apertamente per un rafforzamento dell’Unione sul piano politico, democratico e istituzionale.
Siamo fermamente convinti che solo un’Europa unita, pienamente democratica, solidale e federale possa garantire benessere ai suoi cittadini, difendere i suoi valori fondamentali e contribuire in modo credibile e efficace alla pace e alla stabilità del mondo. Oggi più che mai, l’Europa deve scegliere se essere protagonista della storia o subirla.
Consiglio europeo: i governi rincorrono gli eventi, ma l’Europa ha bisogno di governarli
Il Consiglio europeo che si è appena concluso ha confermato ancora una volta il divario tra la portata delle sfide che l’Unione ha davanti e la capacità dei governi di affrontarle: le ed i leader europei si sono presentati al vertice per l’ennesima volta divisi, incapaci di assumere decisioni all’altezza del momento.
Per noi federaliste e federalisti il problema è sempre lo stesso: finché le scelte fondamentali sul bilancio, sulla difesa e sul futuro dell’Unione resteranno ostaggio di veti incrociati e di calcoli nazionali, l’Europa continuerà a rincorrere gli eventi anziché governarli. Ne sono una prova i tre punti al centro del vertice: il Quadro Finanziario Pluriennale, la guerra in Ucraina e la sicurezza europea, l’allargamento.