Europa porta Europa, da Lampedusa un fronte comune di appello alle Istituzioni in vista delle elezioni europee

CONDIVIDI SU
Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Lampedusa (AG), 2 ottobre 2023 – Un Patto per l’Europa: 16 organizzazioni giovanili uniscono le forze per dar vita a nuove proposte da portare all’attenzione delle istituzioni in vista delle elezioni europee. Convocate dalla Gioventù Federalista Europea (GFE), 15 tra le principali associazioni italiane non-partitiche si sono date appuntamento a Lampedusa, il 30 settembre, in occasione della rassegna “A Europe of Rights” organizzata dal Comitato 3 Ottobre. La necessità di un’Unione europea più democratica, giusta e sostenibile è sempre più evidente per affrontare efficacemente le crisi strutturali del nostro tempo. Per questo la Gioventù Federalista Europea, insieme a Comitato 3 Ottobre, Associazione Piero Capone, Base Italia, ESN, Eumans!, Europiamo, Fridays for Future Italia, Giovani delle ACLI, Giovani di Azione Cattolica, Legambiente, Movimento Europeo Giovani, Natura Comune, One Hour for Europe, Studi Centro e Youthmed, ha deciso di prendere posizione sul futuro dell’Unione, intervenendo proprio laddove le contraddizioni dell’attuale assetto europeo intergovernativo sono più evidenti, siglando il patto “Europa porta Europa, un patto per scegliere l’Europa di domani”.

Nel decimo anniversario del naufragio di Lampedusa, si è deciso di partire dalle risposte che l’UE e i Governi stanno dando al fenomeno migratorio. Un fenomeno strutturale nella storia dell’umanità e non una crisi contingente, che ci costringe a scegliere chi essere come europei di fronte a quello che l’ONU ha definito “il confine più mortale al mondo”, un confine di cui la nostra società è colpevole testimone mentre i diritti umani vengono calpestati e gli “apolidi del ventunesimo secolo” vengono lasciati annegare.

«Mai come oggi, il futuro dell’Europa si decide ai suoi confini, a Lampedusa come a Kiev, dove i limiti degli Stati e dell’UE si vedono in maniera drammatica. Solo un’Europa federale con una politica migratoria e una politica estera unica può tutelare la pace e i diritti umani» ha dichiarato Matteo Gori, Segretario Generale della Gioventù Federalista Europea.

Il patto, siglato dalle 16 associazioni partecipanti, chiede una riforma federale dei Trattati UE, come previsto anche dal progetto in discussione nel Parlamento europeo, e si articola su sette punti. Questi vanno dalla gestione europea dei fenomeni migratori, così da tutelare la dignità degli individui, al rafforzamento della democrazia; un bilancio federale deciso in modo democratico e alimentato da risorse proprie, che permetta di realizzare a pieno il principio di sussidiarietà, insieme alla solidarietà territoriale e intergenerazionale; una politica estera unica e una difesa comune europea; l’implementazione e il consolidamento dell’esperienza partecipativa avviata con la Conferenza sul Futuro dell’Europa, stabilendo forme di dialogo sempre più continuo e strutturato all’interno dei processi democratici con la società civile, giovanile e non; e in fine il consolidamento e la creazione di nuove istituzioni europee capaci di favorire il contrasto alla crisi climatica e le sue conseguenze sull’ambiente e sulla vita umana.

Le prossime elezioni europee saranno un momento cruciale per il futuro dell’Unione: questo patto rappresenta un appello per una scelta di campo chiara e audace per una vera Europa federale, in grado di affrontare le sfide globali in modo efficace.

CONDIVIDI
Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email
ALTRI ARTICOLI

L’Unione europea si assuma il coraggio di sospendere le relazioni con Israele

Lo Stato di Israele sta perpetrando, ormai da tempo, un genocidio ai danni della popolazione palestinese a Gaza, violando continuamente il cessate il fuoco, istituito l’8 ottobre 2025. Parallelamente, prosegue il progetto di annessione di fatto della Cisgiordania, con l’espansione degli insediamenti israeliani – sempre più violenti e radicalizzati – sostenuti dall’IDF e con abusi sistematici ai danni della popolazione palestinese.

La violenza e l’illegittimità delle azioni perpetrate dallo Stato di Israele è evidenziata anche nei confronti delle e degli attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati illegalmente in acque internazionali e sottoposti a trattamenti disumani e degradanti.

Come Gioventù Federalista Europea condanniamo con fermezza queste azioni, come ogni violazione del diritto internazionale, e non possiamo non inorridire al pensiero che ciò che le e gli attivisti internazionali sperimentano parzialmente, per alcuni giorni o settimane, è la realtà inumana a cui il popolo palestinese è sottoposto da più di ottant’anni. Sosteniamo la sospensione dell’accordo di associazione tra Unione europea e Israele in virtù del suo articolo 2, per cui le relazioni tra le parti si devono fondare sul rispetto dei diritti umani e dei principi democratici.

Tra guerra e crisi energetica: il salto di qualità di cui l’Europa ha bisogno

Gli sviluppi delle ultime settimane mostrano chiaramente la fragilità delle tregue in Medio Oriente: tra USA e Iran persistono scontri indiretti, con Washington che intercetta navi iraniane e Teheran che ostacola lo Stretto di Hormuz, mentre i negoziati restano inconcludenti. Anche la tregua tra Israele e Libano è instabile, segnata da attacchi israeliani e reazioni di Hezbollah, con gravi conseguenze per i civili.

In quanto federaliste e federalisti europei condanniamo la violenza come metodo di risoluzione delle controversie e pretendiamo quindi che l’Europa in questa fase si impegni a svolgere una funzione di de-escalation e pacificazione nell’area. Siamo convinte e convinti che se l’Europa disponesse di una politica estera unica e autonoma, supportata da un sistema di difesa comune, la sua capacità di incidere su questo piano sarebbe maggiore.

Auspichiamo quanto meno che le e i Capi di Stati e di Governo concordino sul fatto che il lavoro per un cessate il fuoco nell’area e un ripristino della normalità non sia affidato ai singoli Stati membri in maniera tra loro poco coordinata, ma all’Unione europea in maniera unitaria.

L’Ungheria ha scelto di costruire un nuovo capitolo europeo

Si sono tenute ieri le elezioni in Ungheria, che hanno visto una grandissima affluenza. Il partito Tisza di Péter Magyar, primo oppositore di Orban, ha ottenuto la maggioranza assoluta, segnando una discontinuità politica rilevante nel panorama del Paese e dell’Europa centro-orientale.

Questo esito elettorale rappresenta un chiaro segnale di rigetto delle derive illiberali e autoritarie che negli ultimi anni hanno messo in discussione i principi fondamentali dello Stato di diritto e i valori fondanti dell’Unione europea. Il voto espresso dai cittadini ungheresi dimostra l’esistenza di una volontà concreta di riportare il Paese all’interno di un percorso pienamente democratico, trasparente e ancorato al progetto europeo.

Considerazioni preliminari sul Consiglio europeo (19-20 Marzo)

Tra oggi e domani le ed i leader europei si riuniranno a Bruxelles per discutere della crisi in Medio Oriente, ma anche di competitività, bilancio e sostegno all’Ucraina.

In quanto federaliste e federalisti europei chiediamo con forza che l’Unione europea prenda ancora di più le distanze, in maniera compatta, da un’operazione statunitense di cui risultano poco chiari gli obiettivi e che rischia di protrarsi a lungo, oltre a denunciarne la chiara violazione del diritto internazionale. Ribadiamo inoltre la necessità che il Consiglio europeo assuma il coraggio e la volontà politica di svolgere una funzione di de-escalation nell’area e intraprendere azioni per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico.
Il Consiglio europeo dovrà anche dare concretezza alla promessa di impegnarsi nel completamento del Mercato unico europeo e di rilanciare la competitività. Riteniamo infine che il vertice si debba concludere con l’approvazione definitiva dei prestiti all’Ucraina, superando l’impasse provocata dal veto ungherese.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Cliccando “INVIA” acconsenti che il tuo indirizzo e-mail qui fornito venga trattato dall’associazione Gioventù Federalista Europea – JEF Italy nelle modalità previste dalla Privacy Policy

olga osuchowska

olga.osu@icloud.com

olga osuchowska

olga.osu@icloud.com