Una Federazione contro gli Imperi

Che cos’è la campagna?

L’ordine internazionale fondato sul diritto sta cedendo il passo al ritorno della logica imperiale.
Per decenni le nostre generazioni hanno dato per scontato un ordine internazionale che, per quanto imperfetto, riconosceva nel diritto e nell’eguaglianza sovrana degli Stati il criterio della convivenza fra le nazioni.

Oggi quel criterio si sta indebolendo, mentre invece continua a riaffermarsi sulla scena internazionale una logica imperiale, che accomuna le grandi potenze del nostro tempo: la Russia la propone nella sua forma più brutale, con una guerra che vuole riscrivere i confini con la forza; gli Stati Uniti la esercitano trasformando l’interdipendenza in strumento di pressione, con i dazi usati come leva negoziale anche verso gli alleati; la Cina la persegue costruendo pazientemente dipendenze industriali e sulle materie prime critiche; un’altra forma meno visibile ma altrettanto pervasiva passa per il controllo dei dati, dei cloud, dei semi conduttori e delle piattaforme digitali.

Di fronte a questo scenario, l’Europa divisa in 27 sovranità nazionali non è un soggetto ma un terreno di scontro fra gli imperi.
La regola dell’unanimità, presentata come garanzia degli Stati, è in realtà la porta d’ingresso dell’influenza estera. Basti pensare al ricorso sistematico al veto sul sostegno finanziario all’Ucraina, o alla risposta lenta e in ordine sparso ai dazi statunitensi.
Quando ogni decisione dipende dal consenso di tutti, la debolezza dell’Unione non è un incidente, ma la conseguenza diretta della sua struttura istituzionale.

All’attuale deriva, la campagna non risponde chiedendo un’Europa che diventi essa stessa un impero fra gli imperi, ma proponendo un principio radicalmente diverso di organizzazione del potere.
Se l’imperialismo è la minaccia che viene dall’esterno, il nazionalismo ne è la versione interna: promette di restituire ai cittadini una sovranità che lo Stato nazionale non è più in grado di esercitare da solo, e così facendo li consegna proprio alle potenze da cui dice di volerli proteggere.

Federalismo e nazionalismo non sono sfumature dello stesso discorso, ma percorsi alternativi: il primo chiede ai popoli di condividere la sovranità per riacquistare la capacità di decidere, il secondo la lascia intatta sulla carta mentre la svuota nei fatti.

Leggi il Manifesto della campagna per scoprirne di più.

Le iniziative della campagna

La campagna si costruisce dal basso, Sezione per Sezione. Ogni Sezione locale della GFE può contribuire organizzando: 

  • Banchetti informativi in piazza o nei campus, per far conoscere la campagna e distribuire materiale sul manifesto; 
  • Raccolte firme a sostegno delle richieste della campagna, da presentare a livello locale;
  • Eventi e seminari universitari su temi legati alla campagna – dazi e protezionismo, difesa europea, riforma dei Trattati -, coinvolgendo docenti, esperti e altre associazioni studentesche; 
  • Dibattiti e proiezioni aperti alla cittadinanza, per allargare il confronto oltre gli ambienti già federalisti;
  • Contenuti social (reel, caroselli, post) che riprendano i passaggi chiave del manifesto e li rendano accessibili ad un pubblico più ampio; 

È il momento di costruire, ovunque sia possibile, alleanze con chiunque riconosca che la sovranità nazionale oggi non tutela più nessuno.

Se anche la tua sezione vuole portare “Una Federazione contro gli Imperi” nella tua città o nella tua università, contattaci: la mobilitazione comincia adesso. 

olga osuchowska

olga.osu@icloud.com

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