Nella giornata di ieri, in un’operazione congiunta, Israele e Stati Uniti hanno bombardato l’Iran. È stato reso noto nella serata che anche la Guida suprema Khamenei è tra le vittime dell’attacco: un fatto destinato ad avere conseguenze profonde e imprevedibili sugli equilibri interni del Paese e sulla stabilità dell’intera regione.
Il regime degli Ayatollah è un regime autoritario e sanguinoso, responsabile di numerosi crimini nei confronti della popolazione iraniana e di una sistematica violazione dei diritti fondamentali. Auspichiamo insieme alla popolazione iraniana che possa sorgere nel Paese un regime democratico, eletto dal popolo e rispettoso dei diritti dei suoi cittadini e delle sue cittadine.
Tuttavia, non possiamo non esprimere profonda preoccupazione per l’ennesima violazione del diritto internazionale: il metodo impiegato è l’ennesimo esempio di una politica estera unilaterale, basata sull’uso della forza, che in Iran è già costata la vita a centinaia di civili, tra cui bambini e bambine di una scuola, e che non fa altro che alimentare ulteriori tensioni in Medio oriente, come testimonia il coinvolgimento di altri Paesi dell’area.
I leader politici europei prendono posizione in ordine sparso e in maniera timida, senza formulare vere condanne. La Commissione europea si limita a ribadire il sostegno agli alleati regionali, senza reali garanzie o impegni. Per questa sera, comunque, è stato convocata una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dopo che l’organo è stato completamente aggirato dalla decisione di avviare un’operazione militare.
Il mondo non può piegarsi alla legge del più forte. A garantire una transizione democratica in Iran e una convivenza pacifica nell’area può essere solo un ordine mondiale multilaterale basato sul diritto, e quindi è necessario agire per il rafforzamento delle istituzioni internazionali, non aggirarle e ricorrere a metodi coercitivi.
L’Unione europea non può accettare passivamente che le relazioni internazionali si basino sempre più sulla forza perché questo significherebbe lasciare che l’umanità sprofondi nel caos. Per poter essere un’attrice di pace credibile a livello internazionale, l’Europa non può più scegliere di rimanere divisa; farsi federazione è ormai imprescindibile.
La vicenda iraniana mostra ancora una volta la necessità di un ordine multilaterale veramente basato sul diritto
Nella giornata di ieri, in un’operazione congiunta, Israele e Stati Uniti hanno bombardato l’Iran. È stato reso noto nella serata che anche la Guida suprema Khamenei è tra le vittime dell’attacco: un fatto destinato ad avere conseguenze profonde e imprevedibili sugli equilibri interni del Paese e sulla stabilità dell’intera regione.
Il regime degli Ayatollah è un regime autoritario e sanguinoso. Auspichiamo insieme alla popolazione iraniana che possa sorgere nel Paese un regime democratico, eletto dal popolo e rispettoso dei diritti dei suoi cittadini e delle sue cittadine. Tuttavia, non possiamo non esprimere profonda preoccupazione per l’ennesima violazione del diritto internazionale.