Arriva “Buon Vento”: la prima del documentario sul Seminario di Ventotene in programma il 30 aprile

CONDIVIDI SU
Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

La voce di una nuova generazione che vuole costruire l’Europa di domani. “Buon Vento” è un documentario nato da un’idea della Gioventù Federalista Europea (GFE), con l’obiettivo di raccontare l’esperienza che centinaia di ragazze e ragazzi da tutto il mondo vivono, ogni anno, partecipando al Seminario di formazione federalista che si tiene sull’isola di Ventotene. 

In un’atmosfera densa di storia ed entusiasmo, i ragazzi hanno modo di discutere e condividere opinioni, ma soprattutto esperienze. Le conferenze, i gruppi di lavoro, la visita alla tomba di Altiero Spinelli, e ancora i bagni al mare, la consultazione di testi storici del federalismo europeo e mondiale, e, ovviamente, le serate passate insieme. Il documentario, realizzato dalla GFE in collaborazione con l’Istituto di Studi Federalisti Altiero Spinelli e co-prodotto da 8 Production, ha ricevuto il patrocinio della Regione Lazio e del Comune di Ventotene ed è stato co-finanziato grazie al progetto Y-FED, promosso dagli Young European Federalists nell’ambito del programma Erasmus+.

«Era da tempo che sentivamo la necessità di raccontare l’esperienza del Seminario di Ventotene, di trasmettere quella magica atmosfera di fratellanza che lo anima»  spiega il Segretario generale della GFE, Antonio Argenziano.

In anni così difficili, il progetto europeo è stato spesso messo in discussione, insieme ai principi e valori che esso rappresenta e su cui si fonda. Nella tempesta c’è sempre però un porto sicuro, a cui far ritorno per raccogliersi e prepararsi ad affrontare il mare aperto. Per chi crede nella libertà, nella democrazia, nella fratellanza, nella solidarietà, quel porto ha un nome: Ventotene. 

Sulla piccola isola, dispersa nel Mar Tirreno, è stato scritto un Manifesto che non solo rappresenta un fondamento del processo di unificazione dell’Europa, ma continua anche ad ispirare le giovani generazioni. 

Dare un volto e una voce a questi giovani è allora il principale obiettivo di “Buon Vento”. Le ragazze e i ragazzi che ogni anno si recano a Ventotene sono infatti i veri protagonisti del documentario. Grazie alle loro idee, ai loro occhi, ai loro sorrisi, gli ideali di cui Ventotene è simbolo continuano ad essere tramandati e a proporsi come un punto di riferimento, mentre si affronta il mare aperto della storia. Ventotene e il suo seminario, voluto da Altiero Spinelli, sono allora un simbolo da condividere e diffondere, non solo in Italia, ma anche in Europa e nel mondo. 

«Buon Vento non è soltanto raccontare l’eredità di Ventotene, ma catturare l’atmosfera dell’isola e di una generazione» conclude il regista, Andrea Caciagli.

La GFE organizzerà proiezioni pubbliche in numerose città italiane ed europee, grazie alla sua rete di sezioni locali e al network europeo degli Young European Federalist.

La prima avrà luogo venerdì 30 aprile alle 21.00. La proiezione sarà aperta da una breve introduzione da parte di rappresentanti della GFE, dell’Istituto Spinelli, della Regione Lazio e del Comune di Ventotene. Seguirà un dibattito con il regista, a cui prenderanno parte, tra gli altri, i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al Seminario di Ventotene. 


Per l’iscrizione compilare il form al link https://giovanifederalisti.eu/buonvento/

Per accrediti stampa, contattare stampa@gfeaction.eu entro le 18 di Giovedì 29 aprile.Roma, 20 aprile 2021

CONDIVIDI
Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email
ALTRI ARTICOLI

Non aumentare ma unire: la strategia corretta sugli armamenti per garantire sicurezza all’Europa

Di fronte al disimpegno degli Stati Uniti in Ucraina, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha proposto un piano in cinque punti per riarmare l’Europa e proseguire il sostegno a Kyiv.
Se l’obiettivo è la sicurezza dell’Europa intera e unita, è fondamentale che la risposta non sia solo quella di un rafforzamento delle singole capacità nazionali, ma l’integrazione e la creazione di una vera politica di difesa comune. Non basta coordinare le forze armate nazionali, è necessaria la creazione di un esercito europeo, pronto ad affrontare le sfide di un mondo sempre più frammentato e instabile. Non serve aumentare gli armamenti, serve unire.

L’Ucraina resiste da tre anni, l’Europa ha ancora il coraggio di esistere?

All’alba del 24 febbraio 2022, la Russia scatenava un’invasione su larga scala contro l’Ucraina, riportando il flagello della guerra sul continente europeo e minando le fondamenta della sicurezza e della stabilità internazionale. Tre anni più tardi, l’Europa rischia di essere tagliata fuori dalle trattative che delineeranno il futuro della regione, e con lei la possibilità di una pace giusta e duratura.
Come Gioventù Federalista Europea ribadiamo con fermezza il nostro pieno sostegno all’Ucraina e al suo popolo. Inoltre, chiediamo alle Istituzioni europee di assumersi le proprie responsabilità e di riconoscere il bivio che si trovano ad affrontare: emanciparsi o soccombere.

Evento online su l’Europa al terzo anno di conflitto in Ucraina

Il 24 febbraio ricorrerà il terzo anniversario dell’invasione russa su larga scala in Ucraina, un momento che impone una riflessione sulla situazione attuale e sulle prospettive future.
Per fare il punto, la Gioventù Federalista Europea organizza l’evento online “L’Europa al terzo anno di conflitto in Ucraina”, che si svolgerà lunedì 17 febbraio alle ore 19:00 e che vedrà ospiti Vincenzo Camporini, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e della Difesa, e Federico Castiglioni, ricercatore presso l’Istituto Affari Internazionali.

Il presente impone all’Unione europea di farsi garante e riformatrice del multilateralismo

La strategia del “divide et impera” adottata da Donald Trump sta già producendo effetti tangibili. L’assenza di contromisure adeguate rischia di gettare un’ombra inquietante sugli anni a venire, rendendo urgente una riorganizzazione dell’ordine globale.
Nel breve termine, l’Unione europea si deve fare carico della copertura dei contributi non versati dagli Stati Uniti nelle Istituzioni multilaterali, anche nell’ottica di evitare che diventino dipendenti dai contributi di Paesi che non rispettano pienamente i valori e i diritti universali. Occorre salvare il sistema multilaterale dalla prepotenza degli Stati più forti, e non perché sia il modello perfetto, ma perché è l’unico su cui possiamo contare oggi. Occorre, infatti, anche avanzare il ragionamento sulla necessità di una profonda riforma strutturale delle Istituzioni globali.
Il vero antidoto al caos non può che essere una governance mondiale fondata su principi democratici e sul superamento di una logica statocentrica.

Il Ddl Sicurezza mette l’università sotto sorveglianza e la democrazia sotto pressione

La storia del federalismo europeo è una storia di resistenza contro il potere totalitario e di costruzione di un potere politico nuovo, di cui sono pilastri la libertà di pensiero, la partecipazione politica e il diritto alla privacy. La Gioventù Federalista Europea non può quindi che ritenere allarmante quanto previsto dall’articolo 31 del Ddl Sicurezza, in discussione al Senato, che impone di fatto a università ed enti di ricerca l’obbligo di collaborare con i servizi segreti su loro richiesta. Questo articolo rischia di trasformare le università da luoghi di libertà intellettuale a potenziali spazi di sorveglianza.
Ci uniamo con forza alle proteste contro questo decreto e richiama tutti i Parlamentari e i membri del Governo a una profonda riflessione sul suo contenuto.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Cliccando “INVIA” acconsenti che il tuo indirizzo e-mail qui fornito venga trattato dall’associazione Gioventù Federalista Europea – JEF Italy nelle modalità previste dalla Privacy Policy

olga osuchowska

olga.osu@icloud.com

olga osuchowska

olga.osu@icloud.com