EURevolution

CONDIVIDI SU
Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

L’iniziativa EURevolution è nata nel 2018 con un duplice obiettivo di far in modo che i cittadini, soprattutto i giovani, andassero a votare alle prossime elezioni europee e che lo facessero con consapevolezza. L’appuntamento elettorale di maggio, infatti, rappresentava una tappa fondamentale nel processo che avrebbe definito il futuro dell’Europa e, di conseguenza, il futuro di tutti.

Oltre della GFE, hanno aderito: Volt Italia, Giovani Democratici, Movimenta, Forza Italia Giovani, Diem25 Italia, FutureDem. Ogni organizzazione aderente si poneva scopi diversi, ma siamo tutti stati uniti da una comune base politico-culturale. Siamo infatti assolutamente convinti che l’Italia e l’Ue debbano svilupparsi sui solidi principi su cui è stata fondata la civiltà europea: libertà, democrazia, solidarietà. Crediamo che l’Unione europea non sia un mostro da distruggere, ma una casa comune da migliorare insieme, rafforzandone le fondamenta e dandole gli strumenti per poter tutelare davvero gli interessi dei propri cittadini, liberandola finalmente dalle catene degli egoismi nazionali.

In quest’ottica, il progetto comune EURevolution è partito sui tre pilastri:

  1. Ascolto: Ascoltare e coinvolgere i cittadini è una priorità e sarà realizzata attraverso l’organizzazione di innumerevoli eventi locali e tramite una piattaforma di consultazione online.
  2. Formazione: Preparare alle elezioni e creare consapevolezza negli elettori è altrettanto prioritario; sarà promossa la diffusione di contenuti online e saranno organizzati eventi di formazione dal livello locale a quello europeo.
  3. Azione: sarà guidata da un gruppo di giovani “ambasciatori” che avranno il compito di organizzare eventi nei loro paesi e città, con l’obiettivo di coinvolgere l’associazionismo locale e di stimolare le riflessioni tra i cittadini. I resoconti di questi appuntamenti, uniti alla consultazione online, saranno la base di un documento di impegno da sottoporre ai candidati alle prossime elezioni europee. Si contribuirà poi a dare diffusione alla campagna This time I’m voting, promossa dalla Commissione e dal Parlamento europeo.

L’evento di lancio si è tenuto il 15 dicembre 2018 a Pisa con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea ha coinvolto 100 giovani tra i 18 e i 30 anni, provenienti da tutta Italia, desiderosi di impegnarsi in prima persona in vista delle elezioni europee di maggio. I participanti erano stati selezionati tramite un’application online diffusa attraverso i canali di tutte le associazioni aderenti. Il programma della giornata è stato incentrato sulla formazione dei partecipanti: la mattina dedicata alla parte politico-culturale, mentre il pomeriggio dedicato all’implementazione pratica. Sono stati inoltre previsti spazi tematici riservati alle organizzazioni che si sono raccontate e hanno condiviso le proprie idee e proposte.

L’evento è stato inoltre preso come riferimento nell’inchiesta giornalistica sull’europeismo in Italia svolta dal programma di Rai 3 Presa Diretta.

CONDIVIDI
Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email
ALTRI ARTICOLI

Non aumentare ma unire: la strategia corretta sugli armamenti per garantire sicurezza all’Europa

Di fronte al disimpegno degli Stati Uniti in Ucraina, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha proposto un piano in cinque punti per riarmare l’Europa e proseguire il sostegno a Kyiv.
Se l’obiettivo è la sicurezza dell’Europa intera e unita, è fondamentale che la risposta non sia solo quella di un rafforzamento delle singole capacità nazionali, ma l’integrazione e la creazione di una vera politica di difesa comune. Non basta coordinare le forze armate nazionali, è necessaria la creazione di un esercito europeo, pronto ad affrontare le sfide di un mondo sempre più frammentato e instabile. Non serve aumentare gli armamenti, serve unire.

L’Ucraina resiste da tre anni, l’Europa ha ancora il coraggio di esistere?

All’alba del 24 febbraio 2022, la Russia scatenava un’invasione su larga scala contro l’Ucraina, riportando il flagello della guerra sul continente europeo e minando le fondamenta della sicurezza e della stabilità internazionale. Tre anni più tardi, l’Europa rischia di essere tagliata fuori dalle trattative che delineeranno il futuro della regione, e con lei la possibilità di una pace giusta e duratura.
Come Gioventù Federalista Europea ribadiamo con fermezza il nostro pieno sostegno all’Ucraina e al suo popolo. Inoltre, chiediamo alle Istituzioni europee di assumersi le proprie responsabilità e di riconoscere il bivio che si trovano ad affrontare: emanciparsi o soccombere.

Evento online su l’Europa al terzo anno di conflitto in Ucraina

Il 24 febbraio ricorrerà il terzo anniversario dell’invasione russa su larga scala in Ucraina, un momento che impone una riflessione sulla situazione attuale e sulle prospettive future.
Per fare il punto, la Gioventù Federalista Europea organizza l’evento online “L’Europa al terzo anno di conflitto in Ucraina”, che si svolgerà lunedì 17 febbraio alle ore 19:00 e che vedrà ospiti Vincenzo Camporini, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e della Difesa, e Federico Castiglioni, ricercatore presso l’Istituto Affari Internazionali.

Il presente impone all’Unione europea di farsi garante e riformatrice del multilateralismo

La strategia del “divide et impera” adottata da Donald Trump sta già producendo effetti tangibili. L’assenza di contromisure adeguate rischia di gettare un’ombra inquietante sugli anni a venire, rendendo urgente una riorganizzazione dell’ordine globale.
Nel breve termine, l’Unione europea si deve fare carico della copertura dei contributi non versati dagli Stati Uniti nelle Istituzioni multilaterali, anche nell’ottica di evitare che diventino dipendenti dai contributi di Paesi che non rispettano pienamente i valori e i diritti universali. Occorre salvare il sistema multilaterale dalla prepotenza degli Stati più forti, e non perché sia il modello perfetto, ma perché è l’unico su cui possiamo contare oggi. Occorre, infatti, anche avanzare il ragionamento sulla necessità di una profonda riforma strutturale delle Istituzioni globali.
Il vero antidoto al caos non può che essere una governance mondiale fondata su principi democratici e sul superamento di una logica statocentrica.

Il Ddl Sicurezza mette l’università sotto sorveglianza e la democrazia sotto pressione

La storia del federalismo europeo è una storia di resistenza contro il potere totalitario e di costruzione di un potere politico nuovo, di cui sono pilastri la libertà di pensiero, la partecipazione politica e il diritto alla privacy. La Gioventù Federalista Europea non può quindi che ritenere allarmante quanto previsto dall’articolo 31 del Ddl Sicurezza, in discussione al Senato, che impone di fatto a università ed enti di ricerca l’obbligo di collaborare con i servizi segreti su loro richiesta. Questo articolo rischia di trasformare le università da luoghi di libertà intellettuale a potenziali spazi di sorveglianza.
Ci uniamo con forza alle proteste contro questo decreto e richiama tutti i Parlamentari e i membri del Governo a una profonda riflessione sul suo contenuto.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Cliccando “INVIA” acconsenti che il tuo indirizzo e-mail qui fornito venga trattato dall’associazione Gioventù Federalista Europea – JEF Italy nelle modalità previste dalla Privacy Policy

olga osuchowska

olga.osu@icloud.com

olga osuchowska

olga.osu@icloud.com