Fin dalle elezioni del 2015, il governo polacco e l’attuale partito di maggioranza, il PiS (Prawo i Sprawiedliwość, “Diritto e Giustizia”), si stanno rendendo protagonisti di iniziative legislative mirate a minare la distinzione tra poteri e i principî dello Stato di diritto e che potrebbero portare ad un pericoloso accentramento dei poteri nelle mani del governo.
Infatti, le tre proposte di legge – di cui una darebbe al Ministro della Giustizia il potere di sciogliere la Corte suprema e di ricomporla a piacimento – approvate dal Sejm negli scorsi giorni, mirano a stravolgere il sistema giudiziario polacco e indirettamente, dopo la loro eventuale entrata in vigore, l’intero assetto istituzionale e costituzionale della Polonia, eliminando il sistema di check and balances tra poteri dello Stato necessario al buon funzionamento di una democrazia.
Tutto ciò è in aperta violazione dei valori su cui si fonda l’Unione europea, in particolare di quelli sanciti nell’art. 2 del Trattato sull’Unione Europea (TUE).
Il movimento popolare e le pressioni di Stati e
Istituzioni dell’Unione europea hanno portato il Presidente polacco,
Andrzej Duda, a porre il veto su due dei tre testi
approvati dal Parlamento di Varsavia. Questa è da considerarsi
un’importante vittoria politica dell’Unione Europea e dei cittadini
polacchi, soprattutto dei più giovani – secondo i sondaggi, 82 giovani
polacchi su 100 non sostengono l’operato del governo in carica.
Tuttavia, come puntualizza Lech Walesa, storico leader di Solidarność e Presidente della Polonia tra il 1990 e il 1995, ciò rappresenta solo una “piccola vittoria”.
Il Presidente polacco ha infatti ratificato la terza legge, che affida all’esecutivo la nomina dei giudici ordinari.
Il
capo del governo, Beata Szydlo, ha, inoltre, dichiarato la propria
volontà di non fare passi indietro sulla riforma della Giustizia
facendosi forte del pieno sostegno del proprio partito, il PiS di
Kaczyński.
Le nostre associazioni invitano a tenere sempre più desta l’attenzione dei media circa lo sviluppo della situazione politico-istituzionale in Polonia, dando voce a quelle migliaia di cittadini polacchi che non vogliono che il proprio paese rimanga ai margini dell’UE e che vedono nell’Europa unita il proprio futuro.
Le Istituzioni europee devono continuare la pressione politica già esercitata tramite le dichiarazioni del Vicepresidente della Commissione Europea Timmermans e del Presidente del Consiglio Europeo Tusk, e mantenere una posizione decisa e autorevole in difesa dello stato di diritto e dei diritti fondamentali sui quali si è fondata e si sta cercando di costruire l’Unione Europea.
Più di ogni altra cosa noi invitiamo la Commissione, il Parlamento e il Consiglio europeo a continuare la loro azione a difesa dei milioni di cittadini polacchi che, come noi, guardano all’Europa unita come loro unica speranza.
Gioventù Federalista Europea – JEF Italy
Giovani Democratici
FutureDem
Alternativa Europea
Studi Centro